Storia di una mattina improvvisata
Improvvisare potrebbe sembrare il contrario di organizzare è invece per improvvisare bene bisogna organizzarsi prima, seguiteci in questo racconto e capirete perché.
Stamattina ore 7.10 devo prendere il #treno Milano-Sanremo. Per evitare una sveglia all’alba, in stazione si va in bici, per evitare storie col capotreno si va in #Brompton. La bici serve anche all’arrivo, per non farsi venire a prendere. Niente zaino, per pedalare 15 km è molto più pratica la borsa Brompton, pronta dalla sera prima, con anche la colazione già nelle tasche, tocca solo svegliarsi, vestirsi e andare a prendere il treno.
Ore 6.10 ti svegli, ti vesti, pedali, sali sul treno con 5 minuti di anticipo, il treno parte in orario, veloce colazione, un pisolino, a Genova attacchi il computer e mandi qualche mail, il treno è sempre in orario. Organizzazione perfetta, altro che improvvisazione.
Qualcosa inizia a non funzionare verso Savona, stiamo fermi 10 minuti in più (non che io conti i minuti, ma la solerte voce dell’interfono ci avvisa dell’intoppo). Poi riparte, alla fine 10 minuti su 3h40 di viaggio vabbè.
Albenga………
Fermo 15’, 20’, poi becco il capotreno, chiedo, non sa. Trenta minuti fermi e la solerte voce annuncia: “Treno soppresso i viaggiatori diretti a Ventimiglia possono prendere il regionale che passerà quando passerà”.
Li per lì ti senti prigioniero, confuso e anche un po’ preso per i fondelli visto che ogni maledetta volta che prendo un treno succede qualcosa. Poi scatta l’improvvisazione, frutto dell’organizzazione: in borsa c’è una maglietta e un paio di pantalonicini adatti a pedalare, le gomme sono belle gonfie, la borraccia piena, una tasca ricolma di barrette, il gps carico, il casco, la fascia cardio e per finire il vento è leggermente a favore verso la Francia.
Il tempo di aprire “rosina” ed è tutto pronto per sciropparsi 60 km di Aurelia e a questo punto, una piccola deviazione a Cipressa ci sta.
Fanculo Trenitalia, que viva la Brompton.



