Le cargo tre ruote per uso familiare sono state le prime. Un po’ ingombranti e non troppo agili, presto sono state affiancate dalle cargobike front load a due ruote e a seguire le long tail con due ruote e carico posteriore, che oggi, almeno in Milano, sono in assoluto le preferite.

Me è vero che i tre ruote sono così ingombranti? Abbiamo provato una Babboe Curve mountain per una settimana: nel traffico, vuota, bella carica, su tragitti brevi e anche per attraversare la città, eccovi alcune impressioni.

Da fermo: ovviamente super stabile, sali e scendi senza dover tenere in equilibrio il carico e non c’è alcun pericolo che si ribalti mentre bambini entrano o escono.

La partenza: l’inerzia è maggiore rispetto a un due ruote, dovete sempre partire con un rapporto leggero anche se la bici è a pedalata assistita.

In pedalata: come per la partenza l’inerzia si sente, una volta lanciata la bici scorre bene, ma rallentare e accelerare è più faticoso, per fortuna il motore Yamaha aiuta parecchio

In curva: non è una bicicletta ed è il suo bello, bisogna un po’ reimparare a fare le curve, una volta che ci hai preso la mano è anche divertente cercare il limite in curva, senza esagerare però perchè potrebbe anche ribaltarsi. Negli slalom poi è abbastanza agile, ha un bel raggio di curvatura e si riesce a girarla in spazi abbastanza stretti (lo slalom per attraversare a circonvallazione si fa tutto in sella ndr)

In frenata: la bici ha un freno posteriore indipendente e i due freni anteriori collegati. I due freni anteriori devono essere bilanciati altrimenti frenando la bici sbanda un po’ verso la direzione del freno che frena prima. Si sente molto andando sopra i 20 km/h, se andate più piano è meno evidente l’effetto deriva.

Nel traffico: non si può dire che non sia ingombrante, ma molto meno di quanto sembri, al semaforo non fai lo slalom, ma se, come dovrebbe essere le macchine stanno bene incolonnate bastano 80 cm per superarle tutte e partire avanti.

Sui tragitti brevi: super sali, parti, nessun cavalletto in partenza e in fermata, ci metti dentro quello che vuoi senza pensare, una gran comodità.

Sui tragitti lunghi: nonostante il motore il peso della bici si fa sentire, rientra nella categoria “buon allenamento”. Oltre i 10 km consecutivi bisogna avere una bella voglia per usarla. Senza motore bisogna avere una gran voglia e una gran gamba.

Spazio: non manca mai.

Infine: promossa, compensa il fatto di essere meno agile rispetto a un due ruote con una maggiore sicurezza e una maggiore capacità di carico. Da non scartare priori anche se vivete a Milano. Come tutte le biciclette avrà gli amanti e i detrattori, vi invitiamo a provarla per farvi un0idea e capire se può essere lo strumento che vi semplifica la giornata.

PS le due ragazzine in foto si sono godute una bella e lunga gita attraversando Milano e ci hanno messo pochi secondi a capire da che parte buttarasi in curva per andare a tutta velocità, meglio che nelle gare di sidecar cross.