Difficile leggere quando si pedala… qualche ardito lo fa, ma in generale è un’attività da evitarsi. Eppure, a ben guardare, la bici apre squarci spazio-temporali imprevisti, prospettive inusitate, esattamente come la letteratura. Ecco, ciò che ci piacerebbe fare, forse con qualche piccola forzatura, è lasciarci ispirare da una sensazione, un’immagine, una situazione percepita pedalando per suggerirvi libri, poesie, musiche che per assonanza hanno avuto per noi una particolare eco.

Iniziazione

David Grossman – Ci sono bambini a zig zag. Edizioni Mondadori

Ricordo perfettamente il giorno in cui imparai ad andare in bicicletta (senza rotelle, intendo). Una domenica pomeriggio, nello stradino sul retro di una fila di villette a schiera, in un non-luogo tra campi da tennis scalcinati e i depositi di una raffineria vicino al Ticino… e ricordo perfettamente le sensazioni: non fisiche (quelle arrivarono dopo quando andai a sbattere contro un palo della luce), ma emotive: ero diventato uomo!! Nei pochi secondi in cui mi resi conto che stavo in equilibrio, pensai: ora non mi ferma più nessuno!

Esistono momenti nei quali la vita subisce delle accelerazioni improvvise… non per quanto accade (anzi, col tempo ti rendi conto che gli “episodi” difficilmente portano stravolgimenti), ma per come vivi quanto accade, per il significato che gli attribuisci: squarci spazio-temporali, per l’appunto, momenti di iniziazione che ti fanno passare al livello successivo del videogame (molto poco virtuale) della vita.

Così è per Nono, il bambino “a zig-zag” del romanzo di David Grossman che alla vigilia del suo bar-mitzvah (il momento in cui, secondo la legge ebraica, a tredici anni un bambino raggiunge l’età della maturità e diventa responsabile per sé stesso) si vede catapultato in un’incredibile avventura su un treno diretto ad Haifa, in compagnia di un ladro, Felix, e di un’attrice ormai anzianotta, Lola. E nel viaggio, rocambolesco e pieno di fantasmagorie al di là dell’incredibile, scoprirà tanto di sé. Perché la vera iniziazione si ha nel momento in cui uno concede a sé stesso la responsabilità (e la libertà) del proprio andare: esattamente come nel primo istante in cui senti che il tuo avanzare è affidato solo a quel movimento continuo di pedali che non ti fa mai perdere l’equilibrio.

#Pedalateletterarie è una rubrica più o meno mensile, la trovate anche sui nostri social e sulla newsletter mensile. Ci aiuta l’amico Emanuele Romano ciclista, musicofilo e librofilo.