Giovedì, 27 Agosto, 2009
ciok 09: una cronaca
1° giorno: ritrovo alle cinquemmezza al gratosoglio. quindi pedalata di trasferimento: selvanesco ripamonti chiaravalle rogoredo (12 km). poi 45 km da pisa a castiglioncello. tutta aurelia. il gruppo non e’ omogeneo, ma alla fine si trova l’andatura. ottima accoglienza in casa e giardino ospitali. cena al lume di candela.
2° giorno:niente bici. sveglia alle 10 e spiaggia
3° giorno: da castiglioncello a mazzolla di volterra. dopo la sosta al ciclista storico di rosignano solvay (messa a punto di alcuni cambi: la manualità, simpatia e intuito meccanico del signor donati mario fu silvio incantano tutti, i ragazzi per primi) il saluto a bettini padre in california e 70 infiniti chilometri, arrivano i 9 km di tornanti da saline a volterra. Quasi tutti arrivano con le proprie gambe. ma ottantuno sono troppi. la sera si discute e si rivede il programma. ospiti della casa gestita dal Gruppo italiano amici della natura (GIAN) alziamo il naso in sù e guardiamo le stelle cadere.
4° giorno: la bicicletta è un mezzo. dopo la sgroppata di volterra, una rissa e un ammutinamento, la decisione è: “di-mezzare”! quindi non piu’ di trenta km al giorno e alternanza riposo/bici. i 25 chilometri da mazzolla (volterra) a casole d’elsa scivolano via in perfetta armonia.
5° giorno: riposo nella comunità Valle del Sole. i piu’ entusiasti utilizzano il giorno di riposo per un giro a san giminiano (74 km compreso il carcere di maxima sicurezza).
6° giorno: casole / monteriggioni / siena. 35 km, con insalata di riso sotto le mura di monteriggioni. arriviamo a scacciapensieri, dove il comune e terre di siena (APT), sensibilizzati dall’eroico giancarlo brocci, ci ospitano splendidamente nel rinnovato camping di colleverde.
7° giorno: il giorno di astinenza da bici e’ dedicato al palio dell’assunta. tutti in piazza in mezzo a chioccioline piu’ entusiaste che esperte. la civetta, nonna ringiovanita di colpo (e senza bisturi!), ci soddisfa pienamente.
8° giorno: dopo il 16 la civetta minaccia un 17. e non è un bel 16+1! in treno da siena a montepescali, picnic occupando le panche della festa dell’oratorio. sotto la calura della bassa grossetana, mustapha (uno dei piccoli) vacilla e accusa stanchezza eccessiva. accompagnato in ospedale, è immediatamente ricoverato. niente a che fare con la bici, ma tant’ è. poi forature a catena e svincoli invasivi che cancellano definitivamente le strade normali (dov’è l’aurelia? la SS 1? annientata dal virus dell’alta velocità?) ci mettono a KO. neanche una trentina di km (23) in pianura e siamo piu’ fiacchi che dopo la fauniera. la parrocchia di rispescia ci ospita. ora siamo veri senza tetto, col morale a terra, potremmo metterci in lista per villa certosa (dopo gli abruzzesi naturalmente). prima di cena ci si lava con doccia a secchiate nel retro della chiesa. il menu ci solleva: pasta e cotolette.
9° giorno: come da programma, dopo il giorno di pedale segue il giorno di riposo. nella pampa maremmana, assolata e deserta, sentiamo solo cicale e tortore sui pini. nelle terre strappate alla mosca tze’ tze’ dal veneto instancabile, sorge una chiesetta bianca di vago look messicano, che ha chiamato a far da parroco il barbudo don jose’. per l’appunto arrivato vent’anni or sono da guadalajara. la mattina invece del caffè scopriamo che è sparita la cassa. la giornata si trascina lentamente alla ricerca del colpevole. la melma scivola fiacca il suo corso: chissà se qualcuno si fa avanti e salta fuori il malloppo?
10° giorno: non succede nulla, siamo ormai inghiottiti da un film western alla sergio leone, dove anche una mosca ti fa sobbalzare sul sedile. la magia è scomparsa, dall’ospedale buone notizie. naufraghi scrutiamo l’orizzonte. nel pomeriggio pedaliamo al mare (25 km A/R) tra buoi maremmani e turisti arrostiti.
11° giorno: non c’è recupero, non c’è bici, non ci sono soldi per fare la spesa. peccato. in fila indiana tocchiamo l’aurelia, ritroviamo il senso e gli affetti di un gruppo nella visita all’amico convalescente e riprendiamo il treno per milano. oggi più o meno 20 km. che in tutto fanno trecentoquaranta.