Dici Salsa Fargo o dici partire per un viaggio, più o meno è la stessa cosa. Per noi è stato un viaggio, dalla carta del progetto all’officina per il montaggio della bici. Quello che segue è il racconto preciso e dettagliato (senza esagerare) delle due bici che un anno fa abbiamo pensato e realizzato per Lorenzo e Paola. E’ un po’ lungo ed è il motivo per cui aspettavamo il momento giusto per scriverlo (se volevate una nota positiva sul corona virus eccovela). Un’ultimo appunto, le foto sono del primo viaggio fatto a giungo scorso nel Maine.

buona lettura

Quello che ci piace della Fargo è il suo essere camaleontica, una bici che, qualunque sia la tua idea di cicloturismo, lei si adatta e ti accompagna.

Quando Lorenzo e Paola sono venuti a scegliere la bici per il loro primo viaggio, non abbiamo avuto dubbi, Salsa Fargo era l’unico modo per fare contenti due ciclisti che fino a ieri avevano approcciato la bicicletta solo per allenamenti e gare.

Dovevano essere due bici speciali, fluide e silenziose come una bici da corsa, ma robuste e pronte ad affrontare qualunque terreno con qualunque tipo di carico. Abbiamo molto ragionato con Lorenzo e Paola sul montaggio e alla fine abbiamo scelto. Eccovi tutte le scelte ragionate che abbiamo fatto.

Telaio: Salsa Fargo in acciaio con forcellini posteriori modificati per mozzo Rohloff. In questo modo abbiamo potuto installare un classico Roholoff con sgancio rapido facilitando di molto montaggio e smontaggio della ruota posteriore. Del telaio abbiamo già detto, la geometria della Fargo si adatta a ogni terreno e a qualsiasi cicloturista, che vogliate una bici per percorsi stradali oppure per attraversare il deserto Mongolo. La posizione in sella è sempre comoda e rilassante e se avete smania di stare in sella tutto il giorno e anche più non ci sono problemi.

Forcella: Salsa Fargo in carbonio, l’originale del frameset. Dato che questa forcella in carbonio è compatibile con gli anything cage e con portapacchi anteriori tradizionali non aveva senso sostituirla con una in acciaio. E’ pur sempre una bici per due ex corridori.

Serie Sterzo: Chris king silver, l’unica scelta sensata che si poteva fare

Piega e attacco: Salsa Woodchipper con attacco manubrio Salsa. La piega, che è stata studiata da Salsa per abbinarsi alla Fargo, può essere montata, come la vedete nelle foto, per simulare la piega da corsa quando si viaggia su terreni non troppo difficili, oppure molto più inclinata spostando anche le leve freno per un uso in fuoristrada più cattivo.

Reggisella e sella: Thomson elite e Brooks Cambium. Thomson non ha rivali e la sella è stata una scelta di Lorenzo che voleva una sella non troppo diversa da quelle usate sulla bdc.

Freni: TRP spyre, gli unici freni a disco meccanici che, come gli idraulici, hanno le due pastiglie che si muovono. Abbiamo preferito non montare i freni idraulici per semplicità di manutenzione in viaggio.

La trasmissione: è qui il cuore di tutte le scelte, cambio interno nel mozzo Roholff e trasmissione a cinghia, il tutto completato con delle leve cambio integrate Sram Rival modificate per funzionare col mozzo Rohloff. Del mozzo Rohloff serve solo dirvi che i sui 14 rapporti coprono la stessa gamma di una normale tripla MTB e sono distanziati uno dall’atro in maniera perfetta. Naturalmente gli ingranaggi nel mozzo sono in bagno d’olio, ma il signor Rohloff garantisce 5000 km a secco, se doveste avere delle perdite. La cinghia è invece una scelta che complica un po’ il sistema, non tanto una volta che è montata visto che dura molto di più di una catena, non raccoglie lo sporco e non va oliata, quanto piuttosto in fase di progettazione. Visto che le bici hanno già fatto i loro bei km si è progettato giusto. Provando poi la bici si ha una sensazione di morbidezza e fluidità senza eguali. Un’ultima parola sui comandi cambio: Rohloff propone esclusivamente il manettino rotante adatto a pieghe tipo MTB, può essere adattato anche al woodchipper con degli orrendi sistemi. Per queste due bici abbiamo preferito optare per la modifica dei comandi integrati sram anche per mantenere il feeling della bici da corsa.

Guarnitura : la guarnitura è una scelta che deriva dalla cinghia, pignone e corona devono essere perfettamente allineati, le guarniture con perno integrato non ti permettono di scegliere la linea catena se non utilizzando degli spessori sugli ingranaggi (soluzione inammissibile). Abbiamo quindi optato per l’unica guarnitura perno quadro degna di questo nome: White Industries ENO con supporto per l’ingranaggio Gates fatto su misura dall’ottimo Paolo Zorloni di Zeta bike component

Ruote assemblate a mano, tutte silver, per dare un po’ di luce ad una bici, altrimenti, tutta nera. Del mozzo posteriore vi abbiamo detto, mozzo anteriore White Industries, raggi Sapim leader incrociati in terza e cerchi H+Son Archetype lucidati a specchio, il canale interno è da 21 mm, adatto a coperture da 700×28 fino a 700×50, il massimo che Lorenzo e Paola volevano montare. I copertoni per il primo viaggio sono dei Panaracer Gravel King 700×38, in futuro si vedrà.