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L’ANTEFATTO
Mia cuggina si sposa in terra natia di puglia il giorno 1 giugno…. domando, si può mancare a un matrimonio col casaro che in diretta ti confeziona mozzarelle e poi una fila di antipasti che non se ne sa niente e un carrello di dolci che ancora oggi non ho capito quanti ne avevano messi sul piatto? Certamente no.
Su cotante gozzoviglie però pende la spada di damocle della maratona delle dolomiti e, forse ancora peggio, della coppa trezzone, quindi l’organizzazione prevede che tutta la famiglia, con nonni e zii scenda in terra natia con furgone 9 posti e mia bici al seguito.
L’imprevisto, che è sempre in agguato, fa saltare il piano iniziale e quindi siamo costretti a ripiegare sull’aereo, ora vi faccio la seconda domanda: posso affidare la inqubo a quei balordi della SEA a cuor leggero? Certamente no.

IL PIANO DIABOLICO
Terza domanda: pur non portando la inqubo posso far passare ben quattro giorni di vacanza senza pedalare? Certamente no. E qui scatta il piano diabolico: per una serie di faccende abbiamo in officina una brompton usata da restuire all’importatore, chiesto il permesso la Brompton diventa la bici con cui pedalerò in Puglia e oggetto di un test distruttivo. Quarta domanda: si può pedalare con una bici che ha il manubrio alto, i pedali flat, i parafanghi e la sella da signora? Certamente no. Poche modifiche e la bici è pronta per essere testata a fondo.

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IL TEST
innanzi tutto l’obiettivo del test: volevo verificare se una bici studiata per essere l’oggetto intermodale per eccellenza poteva anche essere pedalata per tanti km con piacere e soprattutto velocemente.

I numeri: in tre giorni ho messo in cascina 130 km con 1200 m di dsl (poi lo chiamano tavoliere delle puglie), con una media oraria di 25 km/h

La bicicletta: a parte le modifiche, che poi sono anche le stesse che fanno i corridori per il Brompton world championship, ho pedalato su una brompton standard a tre velocità senza alcun componete in titanio e con gomme brompton in kevlar

Le sensazioni:
Mattina presto, la bici è pronta, 10 secondi per spiegarla e due o tre soste per regolare la sella alla giusta altezza poi si parte tra stradine secondarie in mezzo a campi di ulivi secolari per scaldare la gamba in vista della salita test. C’è un vento di tramontana che sposta gli alberi e, questa è la prima cosa che mi impressiona positivamente, nessun effetto negativo sulla bici, le ruotine da 16” sono insensibili al vento; invece attenzione alle buche, soprattutto con le gomme belle gonfie si sente ogni piccolo sassolino.
Finalmente arriva la salita, sono 4 km al 5% di media che portano dalla piana di monopoli all’altopiano di Alberobello. I tre rapporti in dotazione sono sufficienti a fare la salita anche se la spaziatura tra i rapporti è veramente troppo elevata. Se poi si hanno le gambe meglio procedere col rapporto duro perche quando si gira troppo agili l’ammortizatore posteriore inizia a oscillare. Comunque la bici va su, si spinge bene e anche quando ci si alza sui pedali la risposta c’è, certo non è fulminea non ci si può aspettare di scattare, ma neanche si sentono fastidiose flessioni, neppure dalla guarnitura che ha un bel plateau che a prima vista dovrebbe flettere un po’.
Finalmente in cima ci si può preparare per la discesa, lunghi rettilinei 2 tornati e qualche curva ben disegnata. Si raggiungono velocità oltre i 60 km/h e il rapporto montato permette di pedalare fino a 55, oltre si saltella troppo sulla sella. Le curve si affrontano in sicurezza anche se la posizione non permette di abbassarsi troppo per caricare il peso all’interno ed avere maggiore trazione. Attenzione in velocità, tenete il manubrio ben saldo le ruotine scorrono bene, ma non permettono alcuna distrazione, la reazione è immediata.
Alla fine che devo dire: mi sono divertito, anche a guardare le facce dei pochi altri ciclisti che ho incontrato (si sa che alle 6.00 di mattina non sono in tanti ad uscire), se poi avessi avuto un po’ più di tempo mi sarebbe piaciuto fare tanti km in una giornata sola. La Brompton è meravigliosa per esser piegata trasportata usata in ambito urbano ma ci si possono togliere anche delle belle soddisfazioni in pedalate fuori porta. certo se la volete un po più dedicata a fare km vi consigliamo: manubrio basso a meno che non siate alti 1.90, sostituite i pedali con degli ezy di mks se li volete pieghevoli o con dei crank brothers che comunque sono minimali, via i parafanghi (è una mia fissa), compratela assolutamente con 6 rapporti, fate una tacca all’altezza di sella giusta così da non impazzire ogni volta che dovete rimetterla n posizione e da ultimo verificate bene l’arretramento della sella rispetto al movimento centrale, non fatevi ingannare dall’occhio mettendo la sella in centro al tubo sella perchè il tubo è saldato disassato rispetto al movimento centrale.

e adesso iscrivetevi al brompton world championship

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ps: la foto in apertura sono le orecchiette dello zio

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davanti alla masseria

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pronta per essere messa in borsa e caricata in aereo senza che gli addetti rompano i maroni